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Ambiente7 min di lettura

di Redazione di Proteggimi Srl

Dove il caldo fa più male: afa, cemento e over 65

Dell'estate 2026 i dati ufficiali non dicono ancora niente: la serie ISTAT sulle stazioni meteo dei capoluoghi si ferma al 2023 e la prossima edizione arriverà a dicembre. Quello che si può misurare oggi non è quanto ha fatto caldo, ma dove il caldo trova le condizioni per fare più danno: città già calde, con molta superficie impermeabilizzata che di notte restituisce il calore accumulato di giorno, e una popolazione anziana — la parte di noi che l'afa manda in ospedale. Su 105 capoluoghi, la classifica non premia le città più calde né le più cementificate: vince chi somma i tre fattori.

Tre dati, non uno

Il punteggio incrocia tre indicatori che ItalIntel già pubblica, per ciascun capoluogo con una stazione termometrica ISTAT:

  • Esposizione — la temperatura media annua degli ultimi cinque anni disponibili (2019-2023). Media dei 105 capoluoghi: 16,1 °C, da 11,9 °C a Belluno a 20,1 °C a Catania.
  • Amplificazione — la quota di superficie comunale impermeabilizzata (ISPRA 2024), il proxy dell'isola di calore urbana. Media 22,1%, dal 3,8% di Enna al 65,2% di Torino.
  • Sensibilità — la quota di popolazione con più di 65 anni. Media 26,1%, dal 20,2% di Caserta al 30,7% di Oristano.

Ogni indicatore diventa un percentile da 0 a 100 calcolato fra i capoluoghi — lo stesso metodo degli indici sintetici del sito — e il punteggio finale è la media semplice dei tre. Un valore di 80 significa che quella città sta nella fascia alta di tutte e tre le graduatorie. Non è uno degli otto indici ufficiali: è un incrocio costruito per questo articolo, con pesi uguali e senza pretese di modello epidemiologico.

La classifica: Massa, Trieste, Genova

In testa c'è Massa con 80,6: 18,2 °C di media, il 29,5% di over 65 e — dato a parte, ma significativo — il secondo riscaldamento più rapido d'Italia, +1,32 °C per decennio. Seguono Trieste (77,9) e Genova (77,8), che al caldo marittimo sommano due delle popolazioni più anziane d'Europa.

#Capoluogo°CPunteggio
1Massa18,280,6
2Trieste16,477,9
3Genova17,277,8
4La Spezia17,077,1
5Livorno17,076,8
6Cagliari18,974,4
7Firenze16,973,2
8Imperia17,172,9
9Oristano18,171,3
10Taranto19,269,2
11Udine15,369,0
12Bari17,967,3
13Savona17,367,1
14Palermo19,466,7
15Pescara16,366,5

Sette delle prime quindici città stanno sull'arco tirrenico settentrionale — quattro liguri (Genova, La Spezia, Imperia, Savona) e tre toscane (Massa, Livorno, Firenze) — e due in Sardegna (Cagliari, Oristano). È la combinazione che conta: coste tiepide d'inverno e afose d'estate, e la struttura demografica più vecchia del Paese.

Non sono le città più calde, né le più asfaltate

Il grafico spiega meglio di una classifica perché il primo posto non va alle ovvie candidate. Sull'asse orizzontale la temperatura, su quello verticale gli over 65, e la dimensione del cerchio è il consumo di suolo: conta chi sta in alto a destra, non chi è estremo su un solo asse.

12 °C14 °C16 °C18 °C20 °C20%22%24%26%28%30%MassaOristanoTriesteGenovaCagliariCataniaTorinoNapoliBellunopiù caldo e più anziano ↗Temperatura media annua 2019-2023Popolazione over 65
105 capoluoghi. Ogni cerchio è una città: più è grande, più è impermeabilizzata la sua superficie comunale (dal 3,8% di Enna al 65,2% di Torino). In rosso le prime cinque della classifica. Fonti: ISTAT (temperature 2019-2023, popolazione 2026), ISPRA (consumo di suolo 2024).

Catania è la più calda d'Italia (20,1 °C) ma con il 23,0% di over 65 si ferma a 61,4 punti, ventiduesima; Torino ha il record di impermeabilizzazione (65,2% della superficie comunale) e una popolazione anziana, ma 15,4 °C di media la fermano a 66,2 e al sedicesimo posto; Napoli somma caldo (17,4 °C) e cemento (63,7%) ma è una delle province più giovani del gruppo (21,0% di over 65, seconda solo a Caserta) e chiude ventiseiesima. Anche Roma (35ª) e Milano (32ª) restano a metà tabella: grandi città calde, ma più giovani della media dei capoluoghi.

Dove il caldo cresce più in fretta

Il punteggio fotografa il presente; la tendenza dice dove la fotografia cambierà. Sulla serie 2006-2023 i capoluoghi si scaldano in media di +0,53 °C per decennio, ma il ritmo non è uniforme: davanti a tutti c'è Sondrio con +1,50 °C, cioè una città alpina, poi Massa (+1,32), Roma (+1,22) e Bologna (+1,18). Chi oggi è al fondo della classifica per esposizione non ci resterà per sempre: ne abbiamo parlato in quanto si sono scaldate le città italiane in 18 anni.

In fondo alla classifica

All'altro capo ci sono due profili opposti che ottengono lo stesso risultato: i capoluoghi di montagna, freddi e poco cementificati (Belluno, L'Aquila, Cuneo, Trento), e i centri del Sud interno dove il caldo c'è ma la città è piccola e permeabile (Ragusa, Enna, Andria, Caltanissetta). Ultima è Ragusa: 15,6 °C, l'8,6% di suolo consumato, il 22,2% di over 65.

#Capoluogo (dal punteggio più basso)°CPunteggio
1Ragusa15,618,1
2Trento13,923,0
3Bolzano13,825,9
4L'Aquila13,126,2
5Andria16,927,0
6Cuneo13,527,1
7Enna15,129,4
8Lodi14,730,5
9Belluno11,931,9
10Teramo15,232,4
11Potenza14,032,4
12Isernia13,634,3
13Ascoli Piceno13,934,4
14Rieti14,435,6
15Caltanissetta17,435,9

Cosa questo punteggio non dice

Vale la pena essere espliciti sui limiti, perché sono tre e pesano.

  • La media annua non è l'ondata di calore. Il danno sanitario lo fanno i giorni consecutivi sopra soglia e le notti tropicali, che ISTAT non pubblica in questa tavola: due città con la stessa media possono avere estati molto diverse.
  • La quota di over 65 è un dato provinciale: è la granularità minima pubblicata, quindi il capoluogo eredita il profilo della sua provincia. Nelle province molto disomogenee la città reale può essere più giovane (o più vecchia) del suo numero.
  • Il consumo di suolo misura l'impermeabilizzazione, non il verde urbano né l'ombra: due quartieri con lo stesso asfalto e alberature diverse non si comportano allo stesso modo. E il dato è comunale, quindi include periferie e campagne dentro i confini.

Restano fuori i tre capoluoghi la cui serie recente è troppo lacunosa e tutti i comuni non capoluogo: le temperature ISTAT esistono solo per le città con una stazione termo-pluviometrica di riferimento. Nessun dato sanitario (mortalità o accessi in pronto soccorso durante le ondate di calore) entra in questo punteggio.

Se i pesi uguali non vi convincono — è legittimo: si può sostenere che la fragilità demografica valga più dell'asfalto — il costruttore di indici permette di rifare il conto con i vostri pesi, su tutti i 7.896 comuni e non solo sui capoluoghi.

Fonti dei dati

ISTAT — temperatura media annua delle stazioni termo-pluviometriche dei comuni capoluogo (serie 2006-2023) e quota di popolazione 65+ per provincia (1° gennaio 2026).

ISPRA — consumo di suolo comunale: quota di superficie impermeabilizzata, edizione 2024.

Pesa tu i tre fattori

Il punteggio di questo articolo dà lo stesso peso a caldo, cemento e popolazione anziana. Con il costruttore di indici puoi cambiare i pesi, aggiungere indicatori e rifare la classifica su tutti i comuni italiani.

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Ultimo aggiornamento dei dati: . I dati si riferiscono all'ultimo anno disponibile per ciascuna fonte (indicata sopra) e possono essere aggiornati nel tempo.

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'AI, sintetizzando dati da fonti ufficiali, ed è stato verificato da un revisore umano prima della pubblicazione. Vedi la metodologia.